Aula scolastica moderna con studenti impegnati in attività collaborative, simboli delle soft skills e intelligenze multiple, e logo BT GROUP in alto a destra.

Soft skills, intelligenza emotiva e intelligenze multiple: la chiave per la scuola che cambia

La scuola del XXI secolo si trova al centro di una trasformazione epocale, accelerata dall’innovazione tecnologica, dalla globalizzazione e dai cambiamenti sociali. In questo scenario, la centralità delle cosiddette soft skills – competenze trasversali che includono intelligenza emotiva, capacità relazionali, pensiero critico, creatività e adattabilità – emerge come elemento chiave per preparare i giovani a una società e a un mercato del lavoro in continua evoluzione (World Economic Forum, 2025).

 

Soft skills: definizione e rilevanza

Le soft skills sono un insieme di competenze non tecniche che riguardano la sfera emotiva, relazionale e cognitiva dell’individuo. Comprendono la capacità di comunicare efficacemente, lavorare in gruppo, risolvere problemi, gestire le emozioni e adattarsi ai cambiamenti (Perazzolo, 2024; Fantin, 2025). Secondo il World Economic Forum (2025), le soft skills più richieste nei prossimi anni saranno: pensiero analitico, resilienza, flessibilità, leadership, creatività, motivazione, alfabetizzazione tecnologica, empatia e ascolto attivo, curiosità e apprendimento continuo.

Queste competenze sono trasversali e trasferibili, ovvero utili in qualsiasi contesto lavorativo e sociale, e rappresentano un fattore determinante per l’occupabilità e il successo professionale (Coluzzi, 2021; Costa & Cipolla, 2025).

 

Intelligenza emotiva e intelligenze multiple

L’intelligenza emotiva, concettualizzata da Salovey e Mayer (1990) e resa popolare da Goleman (1995), è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle altrui. Essa si articola in competenze come autoconsapevolezza, autoregolazione, motivazione, empatia e abilità sociali (El Fadel, 2025; Turrini, 2025). Numerosi studi dimostrano che l’intelligenza emotiva è correlata positivamente con l’adattabilità, la resilienza e la capacità di affrontare le sfide scolastiche e lavorative (Mayang, 2025; Martina Passaggi, 2022).

Parallelamente, la teoria delle intelligenze multiple di Gardner (1983) amplia il concetto di intelligenza includendo, oltre a quella logico-matematica e linguistica, anche l’intelligenza interpersonale e intrapersonale, fondamentali per la gestione delle relazioni e la consapevolezza di sé (Fantin, 2025; Turrini, 2025).

 

Evidenze empiriche e prospettive internazionali

Le ricerche internazionali confermano che le soft skills sono considerate sempre più centrali nei sistemi educativi avanzati. Il progetto Tuning e il framework europeo ESCO, ad esempio, identificano tra le competenze chiave per i laureati europei la capacità di lavorare in gruppo, la comunicazione efficace, il pensiero critico, la leadership, la creatività e la capacità di adattarsi a nuove situazioni (Coluzzi, 2021).

Il World Economic Forum (2025) sottolinea che il 63% dei datori di lavoro individua il gap di competenze come principale barriera alla trasformazione organizzativa, e che l’85% delle aziende prevede di investire in upskilling e reskilling del personale, con particolare attenzione alle competenze trasversali. In Italia, la ricerca di Coluzzi (2021) su manager italiani, portoghesi e finlandesi mostra che le competenze sociali (capacità di stabilire contatti, orientamento al team, sensibilità) sono particolarmente valorizzate, mentre nei paesi nordici si dà maggiore enfasi alla pragmaticità e alla pianificazione strategica.

 

Soft skills e scuola: raccomandazioni operative

La scuola italiana, pur riconoscendo l’importanza delle soft skills nei documenti ministeriali e nelle linee guida europee, fatica ancora a integrare sistematicamente queste competenze nei curricoli e nelle pratiche didattiche (Fantin, 2025; Perazzolo, 2024). Le esperienze di Life Skills Education e Peer Education, come il progetto di Bologna descritto da Fantin (2025), dimostrano che percorsi attivi e partecipativi, basati su role playing, feedback e lavoro di gruppo, favoriscono lo sviluppo di competenze socio-emotive, l’autoconsapevolezza e la capacità di affrontare le sfide della vita quotidiana.

Analogamente, l’approccio del Socio-Emotional Learning (SEL), promosso dal modello CASEL, suggerisce di lavorare su cinque aree: autoconsapevolezza, autoregolazione, consapevolezza sociale, abilità relazionali e presa di decisioni responsabile (Turrini, 2025). L’integrazione di queste dimensioni nella didattica quotidiana, attraverso attività laboratoriali, cooperative learning, progetti interdisciplinari e momenti di riflessione, si rivela efficace nel promuovere benessere, inclusione e successo scolastico.

 

Il ruolo delle università e della formazione continua

Le università e i sistemi di formazione superiore sono chiamati a ripensare i propri curricoli per includere lo sviluppo delle soft skills come elemento strutturale e valutabile (Coluzzi, 2021; Costa & Cipolla, 2025). Esperienze come il corso sulle soft skills del Politecnico di Valencia o l’Innovation Pedagogy dell’Università di Turku dimostrano che è possibile progettare percorsi blended, basati su attività pratiche, project work, auto-riflessione e valutazione tra pari, per allenare competenze come leadership, lavoro di gruppo, comunicazione, creatività e pensiero critico.

 

Conclusioni

La scuola che cambia è una scuola che mette al centro la persona nella sua interezza, valorizzando non solo le conoscenze disciplinari ma anche le competenze trasversali, l’intelligenza emotiva e le intelligenze multiple. Investire nello sviluppo delle soft skills significa preparare cittadini consapevoli, lavoratori adattabili e persone capaci di affrontare con successo le sfide di un mondo complesso e incerto. La sfida per la scuola italiana è integrare queste competenze nei curricoli, nella valutazione e nella formazione dei docenti, promuovendo una cultura dell’apprendimento permanente e della crescita personale e sociale.

In questo percorso di innovazione, BT lavora ogni giorno nelle scuole promuovendo percorsi di orientamento e sviluppo delle soft skills, con particolare attenzione all’intelligenza emotiva e alle intelligenze multiple, per preparare studenti e studentesse al futuro del lavoro e della cittadinanza. Siamo convinti che la scuola debba essere un laboratorio di crescita integrale, dove ogni ragazzo e ragazza possa scoprire e valorizzare i propri talenti, imparando a collaborare, comunicare, risolvere problemi e gestire le proprie emozioni.

Saremo inoltre presenti a Didacta Trentino – Riva del Garda, dal 22 al 24 ottobre 2025, con eventi e workshop dedicati proprio a questi temi: il filo conduttore sarà l’intreccio tra intelligenza emotiva, intelligenze multiple, soft skills e futuro del lavoro.

Invitiamo docenti, dirigenti, educatori e tutti gli interessati a partecipare, per condividere buone pratiche, strumenti e idee per una scuola davvero protagonista del cambiamento.

 

Riferimenti

  • Coluzzi, F. (2021). Soft skills per una performance lavorativa di successo: studio comparativo interculturale sulle competenze trasversali nei Manager. Universidad de Burgos.

  • Costa, M.F.B., & Cipolla, C.M. (2025). Critical Soft Skills for Sustainability in Higher Education: A Multi-Phase Qualitative Study. Sustainability, 17(377).

  • El Fadel, H. (2025). The Power of Soft Skills: A Relevant Referent to Solve Troubled Situations in the School Space. IJCRM, 4(3), 374-383.

  • Fantin, S. (2025). L’importanza delle Life e delle Soft Skills: come vengono promosse tra i giovani. Università di Padova.

  • Mayang, N.R. (2025). The Relationship Between Emotional Intelligence and Student Adaptability. EPJ, 1(1).

  • Perazzolo, M. (2024). Le soft skills come risorsa fondamentale per il futuro. Università di Padova.

  • Turrini, S. (2025). Educazione alla vita: le competenze sociali-emotive nei contesti scolastici per affrontare transizioni e compiti di sviluppo. Università di Padova.

  • World Economic Forum (2025). Future of Jobs Report 2025. [online] https://www.weforum.org/reports/the-future-of-jobs-report-2025/

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