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Disabilità. L’OMS l’ha definita come “qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a menomazione) della capacità di compiere un’attività nel modo o nell’ampiezza considerati normali per un essere umano” (ICIDH, 1980) e ha in seguito esteso il significato del termine anche alla limitazione di partecipazione sociale e di accesso alla conoscenza. (ICF, 2001)

Quando come BT Group abbiamo pensato di proporre un percorso rivolto a persone disoccupate con disabilità sensoriale, è stato importante capire quali siano le barriere che ostacolano l’accesso e la piena partecipazione ad un contesto professionale e lavorativo. Tutto il percorso, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, ha visto una continua “messa in luce” di come moltissimi aspetti della quotidianità siano “invisibili” a chi può contare sulla piena funzionalità di tutti e cinque i sensi.

L’obiettivo del progetto era quello di offrire ai partecipanti l’occasione per sviluppare o incrementare le proprie competenze  digitali e comunicative verso un profilo professionale di operatore di centralino e front-office o di operatore di data-entry e back office.

A ottobre 2019 il corso ha visto il suo avvio con un gruppo di 7 partecipanti, che hanno formato un team ben amalgamato e affiatato, nonostante le storie e i vissuti personali di ciascuno, a volte anche molto differenti in termini di età, formazione, passioni ed interessi, esperienze lavorative pregresse e disabilità stessa.

All’interno di questo gruppo troviamo anche Sara: una ragazza con parziale cecità che punta ad accedere al corso di laurea in Fisioterapia, dove la selezione è molto restrittiva, ma che nel frattempo vuole continuare la propria crescita personale e lavorativa con esperienze anche in altri ambiti. In quest’ottica era alla ricerca di un percorso formativo per front e back office e la sua scelta è caduta su “Disabilità sensoriale ed integrazione lavorativa” di BT Group perché specificatamente ideato e progettato per persone con cecità, ipovisione o sordità e realizzato con attenzioni ad hoc, quali ad esempio, il coinvolgimento di docenti con esperienza decennale nell’ambito della disabilità, tra cui anche un docente sordo, la presenza dell’interprete di lingua dei segni italiana (lingua, non linguaggio!), l’utilizzo di software specifici di ingrandimento per lo schermo, e tanto altro!

Sara partecipa con molto impegno e alti livelli di autonomia alla formazione d’aula e di laboratorio, conciliando al meglio alcuni impegni personali, legati a motivi di salute, con le lezioni, che vertono attorno ad ambiti come le competenze interpersonali e comunicative, le competenze digitali, il lavoro d’ufficio, la ricerca attiva del lavoro, la sicurezza nei luoghi di lavoro fino alla co-costruzione di un proprio profilo di competenze. Da tutti i docenti viene descritta come una ragazza con una forte determinazione e voglia di crescere professionalmente e personalmente, intraprendente, aperta al cambiamento e alle novità, che nel corso dei mesi ha maturato la propria capacità di leggere bene i contesti, focalizzarsi sugli obiettivi ed individuare le strategie più funzionali a sua disposizione. Di certo la sua disabilità sensoriale è l’ultimo tratto che viene in mente quando si parla di lei!

Il corso le ha consentito non solo di rafforzare ulteriormente le proprie competenze informatiche, ma anche di sviluppare le skills necessarie per un lavoro in team efficace, che porti a collaborare risolvendo anche le tensioni che possono nascere da divergenze d’opinione. Le lezioni hanno inoltre rappresentato un importante spazio di conoscenza, ascolto e confronto con altre persone con disabilità sensoriale e che, come lei, sono alla ricerca di un lavoro. Intrecciare esperienze, pensieri, speranze e anche timori, aiuta a proseguire con maggiore fiducia nella personale percorso di crescita professionale, che non sempre è facile.

Grazie all’incontro con Sara e con gli altri partecipanti, i docenti hanno dovuto interrogarsi sul proprio “tradizionale” modo di fare formazione: ponendosi dei quesiti, analizzando le proprie strategie e individuando proposte metodologiche alternative per raggiungere il medesimo obiettivo. Così si scopre, ad esempio, quanto non siamo abituati a mantenere viva l’attenzione e l’interesse del nostro ascoltatore attraverso la sola voce, oppure che la scelta di un colore piuttosto che di un altro non è solo un fatto estetico ma anche di leggibilità.

Oltre ad essere dinamica e matura per la sua età, Sara è anche di bella presenza e solare. Una ragazza, insomma, che raccoglie in sé molte qualità e che non poteva passare inosservata. Non a caso, è stata “la scelta” da parte della prima azienda in assoluto che ha dato la propria disponibilità ad ospitare un tirocinante: la Bauer S.p.a. di Trento www.bauer.it . Questa azienda locale, nota per la grande attenzione alla qualità dei propri prodotti e alla sostenibilità dei processi produttivi, ha confermato la sua sensibilità ed attenzione anche verso la persona, in linea con la certificazione Family Audit di cui può, a ragione, essere fiera.

All’inizio vi è stato il timore che la sede potesse essere un pò scomoda per Sara, in quanto non vivendo a Trento e non potendo guidare a causa della sua cecità parziale, deve appoggiarsi ai mezzi pubblici per gli spostamenti. Ma Bauer si è resta fin da subito disponibile a concordare con lei un orario che fosse compatibile con quello dei trasporti pubblici e per lei non troppo disagevole. Si è poi interrogata sulle mansioni che poteva proporle, facendo una valutazione non tanto nei termini di “cosa può servire all’azienda” ma piuttosto di “cosa può essere utile come esperienza professionale a Sara”. Dopo un breve periodo iniziale di conoscenza reciproca, la collaborazione è positivamente decollata, con una crescente soddisfazione e stima reciproche: Sara è stata accompagnata nella conoscenza dei vari settori, sono state individuate per lei mansioni di centralino ma anche di front e back office, in un’organizzazione che le consente di conoscere e di fungere da supporto a diverse aree all’interno dell’azienda. Un tirocinio quindi stimolante, dove, da parte sua, lei sta mostrando tutte le qualità già osservate dai docenti durante le lezioni d’aula.

Poche settimane dopo l’inizio dello stage, Bauer si è subito interessata in merito ai software di ingrandimento che possono essere installati per un lavoro al PC, in un’ottica in cui non è la persona a doversi adattare all’ambiente ma l’ambiente che cerca di migliorare se stesso per preservare la salute e il benessere della persona, anche se potenzialmente solo “di passaggio” come può esserlo un tirocinante.

Abbiamo trovato in questa azienda un’elevata professionalità e allo stesso tempo una grande ricchezza umana e siamo testimoni di un’esperienza in cui la disabilità è stata superata grazie al venirsi incontro reciproco da entrambe le parti, e non con uno sforzo unilaterale da parte della persona con disabilità, come invece troppe volte succede.

Il tirocinio non è ancora terminato e noi continueremo con il percorso “Disabilità sensoriale ed integrazione lavorativa” tenendo le dita incrociate per Sara e per gli altri partecipanti… ognuno dei quali potrebbe essere protagonista di una propria storia altrettanto affascinante da raccontare…

Iniziativa realizzata nell’ambito del Programma operativo FSE 2014 – 2020 della Provincia autonoma di Trento, grazie al sostegno finanziario dell’Unione europea – Fondo sociale europeo, dello Stato italiano e della Provincia autonoma di Trento.

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